Verso una nuova cultura dell’inclusione

Si è svolto il 30 marzo in modalità online l'evento annuale del PON Inclusione.

L’evento, dal titolo “Verso una nuova cultura dell’inclusione. Il contributo europeo e la risposta dell’Italia”, è stata l’occasione per parlare del cambiamento in atto sul fronte dell’inclusione sociale, considerando il tema delle differenze come un valore da preservare.

“Gli interventi sociali generano cultura quando alle azioni si accompagnano riflessioni e confronto” così il Direttore per la lotta alla povertà Paolo Onelli, che ha messo in evidenza il valore di una “famiglia professionale ampia che nel realizzare interventi sociali è capace di generare cambiamenti, significato e bellezza nella vita delle persone” e questo ha aggiunto “costituisce il più grande incoraggiamento ad andare avanti”. “Una comunità professionale che ha bisogno di riconoscersi come tale, di rafforzarsi e di ricevere sostegno e riconoscimento. Una comunità - ha detto - che ci prendiamo l’impegno di incontrare, di ascoltare e di consolidare perché sia sempre di più all’altezza delle sfide che ci attendono.”

Adelina Dos Reis, rappresentante della Commissione europea, ha ribadito l’importanza del PON Inclusione che rappresenta un unicum nel panorama europeo. “Sono orgogliosa di lavorare insieme per la difesa dei diritti delle persone LGBTIQ, delle minoranze etniche e delle persone senza dimora. I progetti presentati oggi ci dimostrano come il PON in questi anni abbia fatto la differenza nella vita delle persone e questo dà concretezza e senso alla nostra azione. Il nuovo FSE+ nel prossimo futuro amplierà le possibilità di finanziamento sfruttando al meglio le sinergie tra diversi programmi. Il mio invito oggi a tutti noi, istituzioni europee, ministeri, regioni, autorità locali, organismi per la parità, società civile, imprese, è collaborare per costruire un futuro più inclusivo che non lasci nessuno indietro.”

I temi dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze sono stati declinati in tre panel:

  • un intervento dell’UNAR, che insieme all’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato Infotrans.it, il primo portale istituzionale dedicato al benessere e alla salute delle persone transgender, e insieme a ISTAT ha realizzato un’indagine sul diversity management nelle aziende italiane; 
  • il tema delle persone senza dimora e in povertà estrema, presentato dalla fio.PSD e arricchito dalla testimonianza di un’operatrice della Cooperativa di Bessimo (Brescia) che ha raccontato una storia di speranza e riscatto;
  • il tema delle minoranze etniche e in particolare dell’inclusione dei bambini e delle bambine Rom, Sinti e Caminanti, arricchito dall’esperienza del Comune di Bologna

Hanno partecipato al dibattito anche il Capo di Gabinetto Elisabetta Cesqui e il Segretario Generale Andrea Bianchi

Quest’ultimo ha sottolineato come parità, inclusione e valorizzazione delle differenze siano principi trasversali, che guidano non solo la realizzazione del PON Inclusione ma diverse politiche messe in campo dal Ministero. “Oggi abbiamo a disposizione un complesso di risorse che afferiscono a diversi fondi - nazionali ed europei - che dobbiamo usare valorizzando la complementarietà. Un ruolo centrale avrà l’attuazione del PNRR che rappresenta una sfida per l’intero Paese e dentro a questa sfida il nostro Ministero è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale, che ha come obiettivo il rafforzamento della struttura sociale e la capacità di assicurare a tutti i cittadini l’accesso a servizi pubblici efficienti e di qualità.”

L’inclusione sociale - ha sottolineato Elisabetta Cesqui - è un elemento costitutivo del modello di democrazia sociale che l’Europa vuole rappresentare e per concretizzarsi ha bisogno di un’articolazione amministrativa e gestionale solida. Il PON Inclusione 14-20 in questo senso ha fatto da apripista e se è vero che oggi bisogna agire in fretta, anche fronte di una complessità crescente dettata dal conflitto in Ucraina, non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo di fondo deve essere il rafforzamento strutturale delle politiche di inclusione sociale e quindi degli Ambiti territoriali, che ne rappresentano gli attori principali. Perché la chiave del cambiamento – ha concluso - risiede nel coniugare progettualità, concretezza e stabilità del tempo dei cambiamenti che si riescono ad innestare.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando ha aperto i lavori con un video messaggio.